Testimonianze

PAOLA

“Sono la nonna di Davide B., che nel 2014, non ancora quindicenne, si ammalò dapprima di una epatite acuta autoimmune e successivamente gli fu riscontrata una anemia aplastica associata ad una mielodisplasia multipla.
Fu sottoposto alle c.d cure alternative, che purtroppo gli procurarono molte sofferenze, ma nessun risultato.
Intanto era cominciata la ricerca, attraverso la Banca mondiale del midollo, di un donatore compatibile.
Dopo qualche mese il donatore fu trovato in Canada e nell’agosto 2015 Davide fu sottoposto al trapianto.
Non sto a raccontare le sofferenze, le complicazioni, il calvario vissuti da Davide e naturalmente da tutti noi.
Quello che conta è che ora, ad un anno di distanza, Davide sta bene.
Non oso dire è guarito, perché deve sottoporsi ancora a controlli periodici che per ora hanno sempre dato risposte positive. Comunque è tornato alla sua vita normale: esce con gli amici, questo mese riprende gli studi, è tornato a far parte di una squadra di calcio, il suo sport preferito.
Vorrei tanto incontrare questo sconosciuto canadese! Vorrei abbracciarlo ed esprimergli la mia infinita gratitudine. Naturalmente non posso farlo, perché deve rimanere appunto uno sconosciuto. Lo faccio con Voi e attraverso Voi abbraccio, ringrazio e prego per tutti i donatori del mondo.
Con tutto il cuore grazie!

EVA

Mi chiamo Eva Genovesi ed ho sempre saputo che avrei potuto fare di piu’ che passare nei reparti e rattristarmi per la malattia altrui.. fin da piccola come tanti, non vedevo l’ora di avere diciotto anni..come se si raggiungesse un traguardo.. ma una cosa è accaduta..ho potuto decidere cosa fare del mio corpo.. e il giorno dopo il mio diciottesimo compleanno ho iniziato a donare il sangue, regolarmente plasma una volta al mese, e poi, in caso di necessità piastrine:é questo il percorso che dovrebbe fare ogni singolo donatore di midollo, perché passare da ogni tipo di donazione rende più facile il trapianto, e meno faticoso capire l’importanza del gesto.
Dopo diverse donazioni ho chiesto al centro trasfusionale  dell’Ospedale Versilia, a chi dovevo rivolgermi per la donazione del midollo, mi hanno dato il numero di un rappresentante della croce verde di Viareggio.

Non ho mai avuto dubbi in proposito ma se  ne avessi avuti si sarebbero dissolti dopo l’incontro con un medico e il gruppo ADMO.  A 21 anni mi sono iscritta nel registro nazionale donatori di midollo… a 22 mi hanno chiesto di fare un prelievo perché avevano riscontrato una compatibilità parziale con un paziente americano, ero una delle tante diverse persone che avevano chiamato.. ma solo io un anno dopo, a soli 23 anni (e credetemi è una fortuna immensa perché veramente a pochi succede!!) ho avuto l’onore e l’immenso orgoglio di donare una piccolissima parte di me ad un malato.

La mia esperienza è iniziata a fine Maggio 2010, dopo aver dato il consenso, ho cominciato una serie di esami di routine (elettrocardiogramma sotto sforzo, ecocardio, rx ecc)… e in tutto questo tempo avevo un solo obiettivo…essere sana. Essere sana per lui…che ne aveva bisogno..aveva bisogno di me.
Fin da subito era chiaro che la donazione sarebbe stata fatta attraverso il trapianto di cellule staminali emopoietiche( non attraverso trapianto di midollo vero e proprio)e la motivazione era la differenza sostanziale di peso,  lui era il doppio di peso rispetto a me. Questa è l’unica cosa che sapevo di lui, e che era di New York. Ma infondo per quello che dovevo fare era anche troppo no?..l’unica cosa importante da sapere era che dal momento che io avevo dato il mio consenso ed ero risultata idonea per la donazione, LUI HA AVUTO UNA SPERANZA, ed è stato bombardato di radiazioni o chemioterapie, le sue difese sono state ridotte a zero, in attesa che le mie cellule fossero rinfuse nel  suo corpo. Il suo fisico è stato sottoposto ad uno stress grandissimo, invece il mio?? io ho solo dovuto fare qualche prelievo .. un check up completo di esami, che se avessi voluto fare da me li avrei pagati tanti soldi .. e concedere un po’ del mio tempo e  della mia pazienza.

La trasfusione in se è molto semplice: è molto simile ad una donazione di plasma, solo che le cellule staminali in parole molto semplici (mi scuso con tutti gli esperti in materia :) ) non si trovano nel sangue come il plasma, quindi per incrementarle sono necessarie delle punture che iniziano una settimana prima e durano fino al giorno della donazione (fattore di crescita). Mi ricordo benissimo che il mio unico pensiero quando mi facevano le punture era: “crescete celluline ! Crescete!!!”.. l’ago era veramente insignificante, ed il dolore pressoché inesistente. Certo quando arrivi infondo, i giorni prima della donazione, gli aghi non li sopporti proprio più, ma l’entusiasmo è così tanto, che non ci fai caso. Tutto passa in secondo piano in quel periodo…e non perché deve essere così, ma perché riesci solo a pensare a quello, la tua mente è concentrata solo sul fatto che stai aiutando un altra persona a sconfiggere una malattia che la sta devastando.. e lo fai con il minimo degli sforzi ed il massimo della sicurezza personale…perché il tuo sacrificio è piccolissimo anche se il tuo gesto è grandioso.

Ogni donazione ha la sua storia e le sue emozioni. Per noi donatori è un ‘esperienza positiva ed estremamente personale che amiamo ricordare(ognuno magari a suo modo)…in quel periodo se mi guardavo allo specchio non potevo fare a meno di sorridere e sentire l’orgoglio e il rispetto immenso che nutrivo per me stessa.. per ciò che avevo fatto, avrei voluto da una parte gridarlo al mondo e dall’altra metterlo in una scatola e tenerlo per me. Meglio di una serata in discoteca, meglio di un bel voto a scuola, meglio di un bell’aumento di stipendio..di un salto con il paracadute o di un tatoo che ci piace da impazzire( tra l’altro fa molto più male un tatuaggio :) )..meglio di tante altre cose che ogni giorno facciamo per sentirci meglio, per sentirci orgogliosi e apposto con noi stessi.

La donazione è andata bene, e io spero ogni giorno che lui stia bene come sto bene io.. come state bene voi.
Sono tornata alla mia vita senza problemi o ripercussioni naturalmente ma cento volte più forte di prima e molto più sicura e fiera di me.
Vi ho raccontato la mia esperienza perché possiate capire e apprezzare non solo cosa potete fare per gli altri (che è essenziale) ma anche cosa potete fare per voi stessi.

Vi prego.. se avete qualsiasi dubbio o domanda contattatemi senza problemi: evissima86@hotmail.it